COMUNICAZIONE E IPNOSI

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Con le parole entriamo direttamente in contatto con il processo di pensiero del nostro interlocutore. Con l’ipnosi portiamo la mente conscia in un’altra direzione. In pratica superiamo il fattore critico, ed a questo punto potremo impiantare suggestioni nella mente inconscia. Nella cosiddetta “ipnosi formale” questo è fatto tramite un testo ben definito.
Tuttavia nella comunicazione quotidiana il processo è differente in quanto sono sempre presenti dei fattori distraenti. Dobbiamo quindi divenire capaci di controllare l’immaginazione del nostro interlocutore tramite le nostre parole.
Tutte le forme di ipnosi verbali utilizzano l’immaginazione. Utilizzando l’immaginazione possiamo portare la persona in uno stato differente da quello che ha attualmente. Quando una persona è in tale stato è aperta a nuove idee. Una regola base di tutte le forme di persuasione ipnotica è che qualsiasi cosa voi facciate immaginare ad una persona, loro penseranno che è il loro pensiero, ed in tal maniera sarete in grado di suggestionarli come se fossero le loro stesse idee. Questo è un concetto molto importante da capire. Per “sedurre” efficacemente è anche importante anche osservare il nostro interlocutore mentre parliamo. Dobbiamo incominciare a fare attenzione alle sue “microreazioni”. Queste sono le reazioni che manifesterà a livello di fisionomia, gestualità etc… Questi sono solo alcuni degli elementi da osservare. Che cambiamenti stanno avvenendo? C’è una dilatazione della pupilla? Possiamo allora pensare che il cliente stia immaginando. Batte le palpebre? Spesso il battere le palpebre si lega a reazioni emozionali. Dobbiamo adattarci alla persona attorno a noi. Quando vediamo che incomincia a muoversi, magari è il momento di suggerire di prendere un caffè. Così ci adatteremo ed allo stesso tempo guideremo e vediamo un moto di interesse cerchiamo di soddisfarlo. Nell’ipnosi tradizionale il terapeuta può entrare così tanto in contatto col paziente da creare un “castello di suggestioni” dove l’una che si lega all’altra fino a creare un modo totalmente nuovo di sentire. Analogamente conversazionalmente noi stiamo creando una nuova realtà soggettiva. Lo stiamo portando ad immaginare. Dovete osservare il vostro cliente momento dopo momento per capire cosa è utile suggerire subito dopo. Uno può praticare tale attenta osservazione in molte situazioni della vita quotidiana.
.E’ importante capire che le persone non sono sempre nello stesso stato mentale. Può essere in una gamma di stati che varia dall’allerta più completa fino ad essere già in una specie di “trance”. Se una persona è già in trance è più facile condurla. La comunicazione ipnotica è efficace nel grado in cui arriva ad attivare, bloccare, modificare il funzionamento mentale già esistente nel nostro interlocutore
Per portare la persona semplicemente in “trance” non implica obbligatoriamente l’accettazione delle suggestioni. Ma quando l’attenzione tuttavia è fissata e focalizzata in una trance, frasi e termini che normalmente non produrrebbero risultati possono creare esperienze letterali e concrete.
Queste reazioni potranno anche guidare ad un nuovo comportamento del nostro interlocutore Comunicare ipnoticamente significa quindi che, dopo aver portato il nostro interlocuotore nel suo mondo soggettivo In pratica la comunicazione ipnotica interverrà a due livelli: per creare lo stato di focalizzazione e successivamente per evocare ed utilizzare i processi mentali propri del nostro interlocutore in modi nuovi. Ci legheremo in questa fase spesso alla sua mappa del mondo, a quello che desidera o rifiuta.
La comunicazione ipnotica mette il nostro interlocutore in uno stato di “apprendimento attivo” a livello inconscio. In pratica assorbe delle informazioni senza l’ostacolo della mente conscia
Un esempio di ciò è dato dal cinema e dalla televisione. Quando ci sediamo di fronte allo schermo, rilassiamo il fattore critico. Pur sapendo che le scene che vediamo sono fittizie, ci emozioniamo e spaventiamo come se fossero reali. Ovviamente bisogna imparare i correlati comportamentali quotidiani di tutti questi stati. Può essere utile incominciare ad esercitarsi partendo dall’osservazione di comportamenti quotidiani, commentarli, e poi incominciare a suggerire elementi che variano il comportamento.

PNL ( Programmazione Neurolinguistica ), Tecniche di PNL

Pnl 3 e l equilibrio emisferico

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Un aspetto interessante della PNL 3 è l’attenzione all’aspetto dell’equilibrio emisferico. Per osservare questo equilibrio partiamo dall’osservazione della comunicazione non verbale.
Gli indici di elaborazione emisferici sono segnali di Comunicazione non verbale ci indicano come la persona sta ELABORANDO la situazione. Dipendono dall’interrelazione dei due emisferi e quindi ci in particolare come la parte razionale si pone in rapporto alla parte irrazionale. Infatti la nostra mente processa differentemente le informazioni con il cervello destro ed il cervello sinistro. In particolare in certi momenti possiamo essere in un momento in cui l’emisfero non dominante è atttivato, anche chiamati momenti di “trance quotidiana”, coincidenti con momenti di sogno, immaginazione e comunque lasciarsi andare. In genere le persone con l’emisfero logico dominante hanno bisogno di un approccio ipnotico più indiretto delle persone con dominanza differente.
Telefono : Area Comunicazionale diretta
A seconda di come una persona tiene il telefono potrà essere portata ad elaborare le informazioni che riceve dalle altre persone più in maniera razionale o più in maniera emozionale.
Braccia (Spazio Sociale)
Come la persona incrocia le braccia indica l’attitudine divensiva oppure di attacco nei confronti dell’ambiente.
Mani
Come la gente incrocia le mani è anche fondamentale. Il pollice dominante indica infatti l’aspetto più o meno razionale di una persona nelle varie situazioni lavorative.

Un altro indice può essere quello del riconoscimento delle esperienze. L’emisfero sinistro, collegato alla parte destra del corpo si occupa di categorizzare le nuove esperienze. L’emisfero destro, collegato alla parte sinistra del corpo si occupa invece di adattarsi alle nuove esperienze creando nuove categorie (potenzialità creativa). In una interazione questi indici ci mostreranno come :
Grattarsi o massaggiarsi l’occhio sinistro o gli angoli dello stesso significa una cosa e invece grattarsi o massaggiarsi l’occhio destro o gli angoli dello stesso ne significa un’altra.
Oppure che grattarsi o massaggiarsi il lato sinistro del naso grattarsi o massaggiarsi il lato destro del naso hanno dei loro propri significati.

L’equilibrio emisferico si riflette anche nel movimento delle due mani. In genere la mano destra e la mano sinistra dovrebbero fare movimenti SIMMETRICI. Questo indica un buon equilibrio.
Mentre il movimento diverso tra mano destra e sinistra indica una forte emozione ed un disallineamento (in certi casi momentaneo) tra i due emisferi.

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La pnl 3 per capire i segnali inconsci di gradimento e di rifiuto

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Il 93% della comunicazione è gestita dall’inconscio. Conoscere il suo modo di esprimersi significa avere a disposizione una mappa mentale del nostro interlocutore per orientarci nell’interazione. La comunicazione non verbale è più importante della comunicazione verbale.
Un esercizui che serve a migliorare la comprensione della Comunicazione Non Verbale (CNV): Accendete il televisore e togliete l’audio: cercate di comprendere e seguire le vicende solo osservando il comportamento non verbale!
Non vi sono molti testi validi sulla CNV. i canali Visivo Uditivo e Cenestesico sono particolarmente importanti per creare le nostre rappresentazioni conscie mentre i canali olfattivo e gustativo (ed anche motorio) acquistano significato in quanto collegati direttamente alla parte inconscia della nostra mente.
Nel cenestesico vengono abitualmente nella PNL classica accorpati anche il gusto e l’olfatto ed una serie di altre reazioni inconscie. Diamo invece ora importanza ai canali indicatori del GRADIMENTO e dell’INTERESSE della persona analizandoli in maniera separata. Osservando infatti tali segnali d’accesso possiamo capire se stiamo COINVOLGENDO il nostro interlocutore.
Abbiamo quindi elaborato una mappa di alcuni elementi della comunicazione non verbale che possono esserci di aiuto per capire tale tipo di risposta. In tempo reale sapremo se quello che stiamo facendo è giusto oppure sbagliato.
Toccarsi la punta del naso
Spostare il busto o il corpo in avanti.
Accarezzarsi i capelli.
Movimenti della lingua sulle labbra (linguino).
.Mordicchiarsi le labbra.
questi sono tutti segnali di gradimento mentre al contrario alcuni esempi di rufiuto potrebbero essere :
Spostare il corpo indietro.
Sfregare con le dita la punta del nasO .
Per quanto riguarda le gambe accavallate, indicano chiusura quando chi abbiamo di fronte assume una posizione che mostra tutta la parte esterna della coscia, quasi a simboleggiare una barriera nei nostri confronti. generalmente tende a mettersi di lato e non frontalmente
Se il vostro interlocutore esprime segnali positivi vuol dire che avete svolto un buon lavoro in precedenza e avete raggiunto un grosso potenziale di persuasione per avanzare le vostre richieste ottenendo il consenso o comunque farà tutto quello che possibile fare per venire incontro alle vostre esigenze al contrario se esprime segnali negativi dovrete fermarvi e capire dove avete sbagliato.

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LE REGOLE DELLA PNL 3 PER OTTENERE UN RAPPORT CON SUCCESSO

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REGOLA NR. 1 – Il potere della concentrazione
Per la PNL3 è fondamentale sviluppare stati di “coerenza” mentale.

REGOLA nr. 2 – Aiutare l’altro ad essere sè stesso
Per la PNL3, Aiutando l’altro ad essere sé stesso rendiamo più facile la creazione di un sistema non lineare dove potremo operare attraverso i principi della correlazione quantistica e favorire così processi di tipo non locale

REGOLA NR. 3 – Ampliare lo sguardo ed Anticipare positivamente
La PNL3 parte dalla considerazione chiamiamo realtà non è altro che un’interpretazione di frequenze (visive, uditive etc…) operata dalla nostra neurologia e dai nostri processi mentali e che ci crea l’illusione di una “separazione” dalla realtà esterna. Ma in realtà questa “realtà” esterna è interconnessa a noi. Ne consegue che i nostri pensieri possono influenzare la nostra realtà.

REGOLA NR. 4 – Ascoltare
Per la PNL3 noi possiamo interagire in maniera attiva con il nostro interlocutore anche solo ascoltandolo.
Inoltre MAI interrompere il vostro interlocutore.

REGOLA NR. 5 – Comprendere senza invadere
Per la PNL3 ogni situazione comunicazionale è nuova e dobbiamo sempre ricordarci di “sapere di non sapere”. Ogni “ora” è sempre un momento di inizio di una nuova realtà.
Gli altri agiscono e reagiscono in maniera differente a ciò che dite ed a ciò che fate. Per questa ragione, voi non dovete solo fare attenzione alla stretta definizione delle parole che udite. Dovete ascoltare attentamente e trovare il significato dietro le parole che sono usate.
Dovete prendervi la responsabilità di capire cosa lui ha in realtà nella sua mente ed entrare in sincronia con lui così da poter raggiungere una connessione che possa diventare empatia.

REGOLA NR. 6 – Rispettate lo spazio personale.
Le persone hanno sempre un certo spazio che non vogliono che venga invaso. Dovete prima guadagnare la fiducia se vi volete avvicinare.
Per la PNL3 la sensibilità non verbale è quella più importante

REGOLA NR. 7 – Analizzare il tipo psicologico al di là delle apparenze
Giudicare le persone dalle apparenze rischia di portarvi problemi.

REGOLA NR. 8 – Essere flessibili.
Per la PNL3 la comunicazione è un processo che inizia dal rendere flessibile il comunicatore. Ne consegue che il primo che deve lavorare con le metodiche di sviluppo di sé, senza trascurarne nessuna, è chi vuole comunicare bene.
Invece che lasciare che vi identifichiate con un particolare modo di essere, vogliamo rendervi il più “fluidi” possibile

REGOLA NR. 9 – Mantenere Presenza.
Ricordatevi di voi stessi nella comunicazione. Non fatevi “mangiare” dalle parole dell’interlocutore.
Creare un sistema armonioso con l’altro.
Per la PNL3 il tutto è più della somma delle parti. Ne consegue che una comunicazione è tanto più significativa quanto più formerete un “sistema” armonioso con il vostro interlocutore.

REGOLA NR.11 Andare con un ritmo

REGOLA NR. 12 Eliminate le paure e le apprensioni
Quello che porta la mente a non funzionare bene è la paura.
Prendete il caso di un uomo che sa che deve comperare un’auto migliore. Sa che la vecchia sta cadendo a pezzi e che costa troppo ripararla.
può aver sentito parlare di alcuni “bidoni” che la gente ha comperato quando ha scambiato la propria auto. piuttosto che storie meravigliose riguardo al piacere di possedere un’auto nuova raccontate dal proprietario di una di queste. E, naturalmente, se ascolta queste storie felici dal venditorre, sospetta solo che si tratti di “sotterfugi di vendita” per prendere i suoi soldi.
Le tecniche che qui insegnamo possono essere usate per cambiare il sistema di credenze.
Il cliente porrà fiducia in un amico, una persona con la quale sente che c’è un “rapport”. Poi, e solo allora, lo potete affascinare in maniera tale da muoverlo all’azione.

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PNL E IL RAPPORT

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La PROGRAMMAZIONE NEUROLIGUISTICA è comprensione della comunicazione umana.
Nella tua vita ti sei mai reso conto che esistono vari modi di andare d’accordo?
Ecco in questo caso si dice che si è sviluppato un rapport emozionale.
Si definisce rapport emozionale un tipo di rapport, successivo al rapport fisico, nel quale i partecipanti trovano una corrispondenza che viene definita “emozionale”.
Tale tipo di rapporto essenzialmente deriva dalla capacità dei partecipanti di trovare corrispondenze ad un livello che viene definito di “valori e credenze”.
Una chiave che vi meraviglierà è quanto spontaneamente potrete imparare a farlo accadere considerando i concetti del rispecchiamento, il ricalco e la guida.
Per comprendere appieno l’idea di rapport possiamo considerare la definizione dello stato quando è raggiunto. Si può immaginare lo stato di “rapport” come uno stato di affinità esistente tra due persone. Le persone appaiono “correlate” e pensieri ed immagini passano dall’una all’altra. Questo stato tende a rendere più facile ed efficace la comunicazione.
SE NON C’E’ RAPPORT LA COMUNICAZIONE HA PIÙ DEL 95% DI PROBABILITÀ DI ESSERE INEFFICACE
Tieni sempre a mente che il rapport non è solo una questione di affinità tra due persone; è anche, nella sua forma più alta, una questione di “rapport” con sè stessi. Questo significa che l’interlocutore è contento con le sue sensazioni e i suoi pensieri nei confronti dell’approccio. Quando questo stato completo di rapport è raggiunto, la comunicazione è rapida ed efficace.
In altre parole, facendo stare bene una persona con sé stessa automaticamente creiamo rapport con noi.
Ma come possiamo costruire una relazione con una persona che ancora non conosciamo? Una buona maniera di stabilire “rapport” è interfacciarsi col comportamento dell’altra persona in maniera tale da far nascere la fiducia.
Per ottenere questo risultato è però utile non solo una serie di strumenti, ma anche la grammatica del come collegarli. Gli elementi base dei quali incominceremo a parlare ora sono chiamati Influenzamento Diretto, Ricalco e Andare a Ritmo.
L’influenzamento personale è la più immediata e conosciuta di queste tre tecniche ed è la più potente.
L’influenzamento personale è una tecnica eccellente da utilizzare nel momento in cui si sviluppa “rapport” col cliente. E’ soprattutto efficace quando è necessario tirarlo fuori da uno stato d’animo, o da un insieme di pensieri, e porlo in un altro più adatto alla situazione e di cui si ha bisogno per aiutarlo ad ottenere i prodotti che effettivamente dovrebbe avere e che voi gli potete fornire.
Richiede un alto grado di coerenza personale.
con l’influenzamento proponete dei ruoli e create un’aspettativa positiva tale da spingere il vostro cliente ad assumere il ruolo che gli proponete: quello di cliente soddisfatto e con un buon rapporto col venditore.
Se l’interlocutore non vi segue in tale dinamica, passate immediatamente al rispecchiamento.
Voi utilizzerete tale tecnica quando volete provare che comprendete il punto di vista del cliente e siete d’accordo. Col rispecchiamento, voi mostrate, con le parole e il linguaggio del corpo, che voi siete dalla sua parte, e apprezzate le sue osservazioni. Gli mostrate che apprezzate il suo punto di vista.
Fate attenzione a far sì che il vostro rispecchiamento non sia eccessivo.
Andare a ritmo è stabilire un ritmo col cliente.
Nella mente tutto funziona infatti secondo specifici ritmi. Il ritmo è un elemento al tempo potenziatore ed equilibratore.
Quando stabilite un ritmo, potete condurre il vostro cliente verso un obiettivo. Anche nella comunicazione interpersonale vi è infatti un ritmo al quale si adeguano le persone partecipanti che corrisponde ai loro processi mentali e che permette il miglior svolgersi della conversazione. Potremmo definirlo il ritmo che facilita al meglio il flusso mentale.
Un altro modo potrebbe essere il ricalco approfondito.
Mentre siete col vostro interlocutore, prendete coscienza della velocità a cui respira e cercate di adeguare il vostro ritmo alla sua respirazione; noterete immediatamente un potente miglioramento della vostra comunicazione. Durante questo approccio, utilizzando le tecniche di modellamento, rispecchiamento e andare con ritmo, mentre presenterete le vostre osservazioni iniziali, creerete un’atmosfera di fiducia che fà sì che il vostro potenziale cliente sia aperto alle vostre proposizioni

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LA PNL E I 2 EMISFERI CELEBRALI

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La Pnl ci avverte che l’essere umano possiede due emisferi in sé distinti e ciascuno dei due può sopravvivere all’altro. Uno nella parte destra e l’altro nella parte sinistra dell’organo cerebrale. Essi sono entrambi attivi mentre viviamo ed esprimono le loro tipiche peculiarità. A grandi linee, l’emisfero sinistro è responsabile della logica, dell’articolazione delle parole, della matematica ed è sequenziale; l’emisfero destro, invece, è responsabile dell’emotività, del sogno, della creatività, dell’irrazionalità.
In una zona della parte non logica della nostra mente possiamo immaginare depositati anche i nostri programmi mentali. ”. Questi sono il costituente essenziale del nostro “modello del mondo”. Quando nasciamo non sappiamo ancora come sarà il mondo Possiamo immaginare la nostra mente in quel momento priva di condizionamenti, il nostro cervello libero da influenze generate dall’esterno si comporta quindi senza schemi prefissi.
La nostra mente può quindi essere paragonata a un dischetto vergine che viene scritto ed organizzato man mano che i genitori ci forniscono le informazioni. Queste vengono divise a loro volta in categorie, al fine di analizzare meglio la realtà. Questa divisione in categorie ci viene in parte dall’estereno e fa sì che progressivamente non vediamo più l’esperienza di base, ma solo le categorie che abbiamo costruito che sono anche alla base della costituzione di specifici “programmi mentali”.
Anche la nostra vita sociale è imparata,se dovessimo fare una metafora teatrale “impariamo un ruolo” che successivamente recitiamo.
Perché a volte arrossiamo senza un apparente motivo davanti a determinate persone o circostanze? Perché cadiamo in depressione o non riusciamo a raggiungere i nostri obiettivi se abbiamo tutto quello che ci serve? Perché veniamo guidati da compulsioni che non possiamo controllare ed abbiamo paure che non riusciamo a superare?
La risposta è che la razionalità non ha tutte le risposte: l’inconscio ha un potere di controllo sulla nostra vita che arriva a superare il 90% rispetto al misero 10% della parte razionale. Possiamo paragonare l’inconscio come un enorme elefante che vaga in una giungla lussureggiante; sul suo dorso vi è una mosca che rappresenta la parte razionale.
La pnl, come l ipnosi sono tecniche usate per guidarvi a poco a poco a prendere contatto con voi stessi per aprirvi ad una nuova dimensione.

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La pnl 3,la mente logica e l’inconscio

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la PNL 3, scienza paragonabile alla fisica atomica delle particelle ti fornirà gli strumenti necessari per lavorare attivamente sulla tua mente orientandoti verso le mete più desiderate.
Potrai inoltre scoprire il ruolo dell’ipnosi e dell’autoipnosi come chiavi per aprire la tua mente a tutti gli ostacoli che la chiudono nei vicoli ciechi della depressione, dell’ansia, delle frustrazioni, delle fobie. Le tecniche quantistiche ti permetteranno di sviluppare la tua creatività relazionale e ti permetteranno di accedere ad un livello superiore dove sarà per te possibile creare la realtà relazionale che vuoi.
Potrai infine comprendere come tu e le persone con le quali vivi, interagisci e come è possibile riconoscere a quale canale comunicazionale attinge una persona quando sta operando una qualsiasi attività. Lo stato conscio abituale degli uomini è altamente limitato. E’ infatti “programmato”, diviso in categorie. In pratica la mente conscia funziona come una macchina. Da qui l’affermazione di molti che noi non utilizziamo che il 10% del nostro potenziale cerebrale. La maggior parte delle persone vive in mondi fissi. Per poter condurre una comunicazione ipnotica efficace è importante capire la relazione che vi è tra la mente conscia e la mente inconscia..La logica, pilastro della civiltà occidentale, è un esclusivo prodotto mentale e consiste in un processo automatico di adattamento del nostro cervello ai fini della sopravvivenza.Il suo fine è trovare delle soluzioni a dei problemi e per questo crea delle “teorie”: cioè spiega alcune cose ai fini della sopravvivenza di modo da poter generalizzare dei comportamenti di “causa” “effetto”. Il nostro cervello crea “la logica” connettendo una specifica causa ad uno specifico effetto e permette in questo modo di prendere delle decisioni ed agire. Una parte della nostra mente (che chiamiamo mente logica) è deputata a questo compito. Il funzionamento è molto simile a quello di un computer. Con la comunicazione ipnotica noi “superiamo” la barriera costituita da questa macchina (la mente conscia) ed accediamo all’inconscio.
Questo può essere utile per risvegliare stati emozionali ed elementi dimenticati, così che in terapia la comunicazione ipnotica può essere indispensabile per indurre il cambiamento.
La mente logica vorrebbe essere totalmente deterministica. “Faccio quello perchè non voglio X.”, ” Faccio questo perchè porta Y”. etc…
Ragionare sempre in questa maniera porta a sentirsi limitati, e sembra di dover agire in maniera obbligata.

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14 La PNL 3 e la struttura del Potenziale Umano.

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Come nasce la PNL3? La PNL3 è un un paradigma globale.
All’inizio si pensava di poter fare qualsiasi cosa con la PNL. Tuttavia, dopo una lunga osservazione di praticanti di PNL, sia in Italia che all’estero si resero conto che per ottenere sempre con successo tutti i risultati vi era bisogno di qualche cosa di più. Questa era una consapevolezza all’inizio oscura, che
divenne verso la fine degli anni ’90 via via più chiara in tut-ta la comunità mondiale di PNL tant’è vero che ognuno ricercò (fondatori compresi) di ampliare il modello.
Il modello della PNL3 proposto dal dr.paret in maniera assolutamente autonoma ed originale già nel 1996 trova così conferma via via maggiore nel lavoro anche di altri che si muovono su linee simili. Quanto esposto è comunque il frut-
to di una serie di osservazioni individuali condotte da paret e riportate da altri, confrontate e connesse, e possiamo rite- nere (con una stima per difetto) che molte delle informa
zioni e correlazioni riportate abbiano una base sperimentale di almeno ventimila casi.
Ultimamente gli ultimi sviluppi degli studi quantisti-
ci hanno dato una base teorica per questo ampliamento di orizzonti portandomi anche ad aderire al più importante network mondiale per gli studi quantistici non esclusiva- mente fisici: Quantumbionet.

Concetto base dei modelli quantistici: nessun approc- cio esclusivamente lineare potrà mai modellizzare efficace-
mente la realtà in quanto l’idea di causa effetto è un
costrutto esclusivamente umano. La realtà è multi-causa e
multi-effetto Il fatto dietro alla necessità di ampliare gli orizzonti è che la realtà è più complessa del modello lineare del sempli- ce “osservare e copiare”. La PNL classica ha infatti, assieme a tantissimi punti
positivi, un limite: è totalmente deterministica e si basa sul- la scomposizione del linguaggio e del comportamento sup- ponendo che esista un percorso totalmente razionale per
agire sulla comunicazione e sulla persona
La PNL3 mira a sviluppare non solo le metodologie di analisi, ma anche la mente dell’operatore che interviene. Solo l’uomo può infatti conoscere ciò che è simile a lui. Possiamo quindi conoscere l’altro tanto più facilmente quanto più conosciamo noi. E la chiave è creare degli “spazi” dove la nostra mente operi e divenga particolarmente efficace nel gestire la comunica- zione.
Per far questo dobbiamo utilizzare tutto noi stessi, anche la nostra mente inconscia e non solo il nostro ragionamento conscio. In pratica la nostra comunicazione non potrà limitarsi alla parte linguistico/verbale ma dovrà anche comprendere una serie di messaggi non esprimibili attraverso la parola e che permettono la comunicazione “da mente inconscia a mente inconscia”.
Per arrivare a questo livello ci sono quattro passaggi:
1. Dapprima siamo “inconsciamente incompetenti”.
In pratica non sappiamo come condurre efficacemente la comunicazione. Non siamo coscienti che possiamo migliorare la comunicazione, né lo pensiamo possibile.
2. Successivamente diveniamo “consciamente incom-
petenti”: cioè ci rendiamo conto che dobbiamo adegua-
re il nostro livello di conoscenza e competenza
3. Diveniamo allora “consciamente competenti” anche
se la mente conscia quando opera è lenta ed inefficace. Un approccio razionale sarà sempre insufficiente. Nei nostri corsi spingiamo gli allievi a non essere eccessiva- mente analitici. Questo permette di passare alla fase successiva.
4. Diveniamo allora infine “inconsciamente competenti”. Cioè passiamo il compito alla nostra mente inconscia. Operiamo in maniera inconscia.
Sapere di Non Sapere
QUESTE parole indicano un assioma importante di PNL3. E’ importante infatti non dare mai nulla per scontato. Questo ci permetterà allora di uscire dagli automatismi e ci aprirà la strada ad utilizzare delle metodiche “non razionali” che permettano anche sia alla nostra mente inconscia che alla mente inconscia del nostro interlocutore di entrare in gioco.
Per operare con l’inconscio vi è una via maestra, e
l’ipnosi e la sua conoscenza ne sono le chiavi fondamentali. Con la PNL3 connettiamo quindi l’ipnosi e lo studio dell’inconscio con le sottili analisi linguistiche iniziate dalla PNL classica.
Le tecniche di PNL moderna possono essere infatti
rese incredibilmente più efficaci infatti se abbinate a dei principi di ipnosi e autoipnosi rispetto alle semplici tecni che di pensiero positivo o programmazione menta- le.
Per l’appunto l’ipnosi è lo strumento principe per in-
tervenire efficacemente nel dialogo con l’inconscio e per- mette una comunicazione non totalmente deterministica
. La PNL classica non potrà mai modellare l’ipnosi poiché il sistema dell’ipnosi è non-deterministico mentre la PNL è deterministica. I due possono però operare sinergicamente all’interno del modello della PNL3 che può anche essere definita una “PNL ipnotica e quantistica”

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COMUNICAZIONE IPNOTICA

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La Comunicazione Ipnotica di relazione nasce da una sintesi originale fra tecniche comunicative avanzate da una disciplina della comunicazione chiamata PNL (Programmazione Neurolinguistica) e l’Ipnosi Ericksoniana, all’interno di una cornice funzionale indirizzata verso l’applicazione immediata della metodologia che tiene conto della personalità dell’utilizzatore. In altre parole è una tecnica che nasce dall’uomo per l’uomo.
Immagina per un istante come potrebbe essere la tua esistenza se conoscessi il segreto per instaurare relazioni positive con TUTTI QUANTI..
Sul lavoro comunicare più efficacemente, se effettui un lavoro di vendita poter aumentare il vostro successo ed i vostri guadagni etc.etc.
Questi risultati passano tutti attraverso un unico percorso: quello di realizzare rapporti con le persone che ci circondano in maniera efficace e ottimale.
Tranne rari casi di persone che vivono in totale solitudine (eremiti, carcerati di massima sicurezza etc.) tutti noi intratteniamo rapporti quotidiani con parecchie persone. Molto più che dalle nostre conoscenze, spesso il nostro successo dipende dalla nostra capacità di creare una rete di relazioni positive attorno a noi.
Inoltre una falsa credenza che molti hanno, secondo la quale in una relazione ci debba sempre essere chi vince e chi perde, o chi da di più e chi da di meno. Questo non è detto. E’ infatti concepibile una relazione vincente per tutte le persone partecipanti, nella quale in realtà si abbia una sinergia tra i vari partecipanti.
La comunicazione è uno degli aspetti più importanti della nostra vita, infatti, è quello strumento che ci permette di entrare in relazione con l’ambiente che ci circonda e di trasmettere alle altre persone il nostro “modello del mondo”.
La comunicazione ipnotica permette:
Utilizzare le nove chiavi di accesso della mente per interpretare le “figure psicologiche” ed impostare uno stile comunicativo assolutamente personalizzato;
Utilizzare la comunicazione non verbale in modo automatico per affascinare subliminalmente;
Costruire forme linguistiche per concatenare gli stati emozionali;
Sfruttare la Comunicazione Non Verbale per costruire relazioni vincenti per entrambi (posizioni win-win);
Costruire livelli di rapport multipli (posturale, verbale, submodale, ecc.);
Interpretare istantaneamente i Valori e le Credenze dell’altra persona, per capirla ad un livello profondo e comunicare in modo personalizzato, comprendendone i bisogni;
Comunicare attraverso le categorie della Satir;
Utilizzare il rapporto fra linguaggio e tempo;
Costruire modelli linguistici per la ristrutturazione delle obiezioni;
Interpretare e utilizzare i movimenti degli occhi di una persona per comprenderne le strategie motivazionali e decisionali;
Utilizzare il potere della comunicazione multilivello: la metafora.

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L’ipnosi come mezzo di comunicazione diretta con l’inconscio

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La programmazione neurolinguistica, integrata con l’arte dell’ipnosi, si occupa di andare a riprendere e riprogrammare quei comportamenti scorretti che installiamo fin dall’infanzia. Questo accade perchè da piccoli subiamo una serie di situazioni emozionalmente coinvolgenti che per essere superate ci fanno adottare una serie di strategie di comportamento che per quel momento, per quell’età, noi riteniamo adeguate.

Se all’età di tre anni ci ritroviamo soli al buio e non sappiamo dove sono i nostri genitori, cominciamo ad urlare, ad agitarci, ad immaginare quel mostro di cui tante volte ci ha parlato nostro nonno. Questo comportamento può essere adeguato per l’età di tre anni ma può non esserlo più in un’età più adulta. E noi non riusciamo a capire perché al buio abbiamo tanta voglia di urlare, ci sentiamo male e ci agitiamo. Una parte di noi è rimasta intrappolata, congelata nel tempo all’età di tre anni, gli schemi neurali sono rimasti bloccati in quella sequenza.

Grazie al lavoro proposto su questa serie di Post è possibile riprogrammare le proprie convinzioni limitanti in convinzioni potenzianti grazie a visualizzazioni guidate, ma non solo.

E’ anche possibile sbloccare totalmente il proprio comportamento grazie al potere della PNL3 che comprende sia l’ipnosi, sia una serie di tecniche di cambiamento appropriate per le varie strategie mentali nelle quali una persona è rimasta bloccata.

L’ipnosi è infatti un mezzo di comunicazione diretta con l’inconscio. Questo vi permetterà di plasmare l’argilla, di riconfigurare quei comportamenti che ora non vi servono più.

Spesso le persone limitano la propria vita perché credonoche sia limitata. Questa però è una convinzioneda sfatareperché le potenzialità del nostro cervello sono tantissime e noi usufruiamo solo del 10%.Il restante 90% rimane assopito, in attesa di essere utilizzato e mostrare la potenza della nostra mente.

I training di PNL3 e l’esercizio quotidiano delle sue tecniche ci permettono proprio di andare a toccare le strutture più profonde del nostro cervello ea risvegliare il suo sorprendente potenziale.

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